Carlo Quattrucci

pittore | scultore | grafico

Su di lui

  • Per conoscere l'anima di Carlo Quattrucci non servono date, notizie, aneddoti: il senso della sua esistenza terrena e del suo ultimo destino sta scritto nelle sue tele, che sono insieme autobiografia per immagini e specchio simbolico di un lembo doloroso dell'eterna e ripetitiva storia del mondo degli uomini.

    Vania Di Stefano
  • Ha dipinto una Roma ischeletrita con un albero simbolico che via via si andava seccando, e l'amata Spagna, e Mosca, e il Messico, ovunque cercando uomini veri, idee e speranze vecchie e nuove che la poesia potesse aiutare a crescere, a farsi forte.

    Dario Micacchi
  • Romano, la sua data di nascita, il 1932, e la sua biografia lo collocano in quel filone della cultura europea vissuto sotto il segno dell'engagement, dell'impegno. L'impegno per un pittore della sua estrazione voleva dire che nessun artificio formale, nessun virtuosismo tecnico sarebbe riuscito a salvare la pittura se questa non avesse avuto un contenuto di pensiero (...)

    Enzo Bilardello
  • E' pittore. Come altri, crede che essere pittore debba dire qualcosa. Di sé; non potrebbe essere altro, così sente, quasi un destino. Ma sa che il proprio destino deve legarsi alla storia degli altri, alla realtà del mondo per avere una vita. Ama la natura fino a cercarne in un'incantata scoperta gli aspetti più segreti e la bellezza più misteriosa. Ma ha appreso una dura verità. Viviamo in un tempo in cui il discorso sulla natura diventa silenzio su troppe altre cose. Per questo la vita lo riporta tra gli uomini... Nomade, scanzonato non rassegnato alla banalità e all'ingiustizia affronta onestamente questa verità. Con una segreta aspirazione ad essere popolo, epico cantastorie delle immagini di un mondo felice... con questa bruciante passione e voglia di vivere libero...

    Elio Mercuri